
Il mio segno astrologico è il più bistrattato da articoli, leggende, luoghi comuni e dicerie. Nonostante ognuno abbia la sua storia personale, le proprie tradizioni, il proprio tema natale e scetticamente, semplicemente proprio la sua persona, mi sento di scagionarlo, e spiegarlo un po’.
Ci si sente dire che lo Scorpione è stronzo e sessuomane, tanta gente mi ha detto Ah, guarda, io con gli Scorpioni proprio no, allora metto in tavola un po’ di informazione, per tirare su chi lo è e per chi ci si vuole rapportare.
La simbologia dello Scorpione è abbastanza chiara: un animale che vive nell’oscurità, con la corazza e, soprattutto, l’unico segno ad avere il veleno. Non sembra sicuramente qualcosa di invitante. Quindi partiamo da una differente simbologia, quella dei Segni d’Acqua.
I Segni d’Acqua sono i Pesci, che hanno la maestosità del mare, il Cancro, che ha la sensibilità e la brillantezza del Fiume, lo Scorpione, che ha la profondità e l’acqua stagnante del Lago.
Lo Scorpione non fluisce. Inutile sperare nella vita che si diventi molto leggeri ed effimeri, si può sperare nella pioggia, magari.
E’ il segno dell’occulto, delle arti magiche, nell’intuito e della veggezza. Lo Scorpione si basa sulle proprie pulsioni e sulla pancia. Se ben direzionate, è sicuramente il Segno più portato alle visioni, ad un Sapere inconscio e spirituale, alle cure mediche ed al sostegno di chi invece di tutto ciò fa poco uso.
Si vive nell’oscurità, si seduce e si porta dentro, e se attaccati, se respinti, si punge. Sì, no, forse. Un veleno può anche essere visto come medicina. Dipende da che lato la si vede. Sicuramente un segno così occulto ha molto ascendente sulle altre persone e tende al controllo, quindi rimane ferito indelebilmente per un amore, attenzione, non ottenuto, forse perché ci si è poco abituati. Con questo non voglio dire che lo Scorpione è amato da tutti, tutt’altro, ma che essendo così intuitivo, spesso inconsciamente tende a sedurre chi sa che si farà sedurre. Ma non è un segno sessuale, come il Toro, suo dirimpettaio e più teso alla stabilità materiale. è un segno sensuale, basato su una sottile linea tra pancia e anima, ma non è raro che disdegni proprio per questo il lato fisico della cosa e tenda alla castità più assoluta, accontentandosi di affascinare, più che di concludere.
Si tende a vedere parole come “fascino”, “sensualità”, “seduzione” da un punto di vista materico e sessuale che poco si confà allo Scorpione. Nei laghi non ci sono solo i distributori di caramelle per gli spettatori e le anatre a riva coi bambini che ci tirano il pane. Nei laghi c’è molto di più.
Così vicino all’occulto e ad altre dimensioni, è facile che lo Scorpione si senta solo, poco capito da un mondo che, della sua oscurità, ha paura o semplicemente si lamenta. Celebre in natura è anche il suicidio dello Scorpione, che nonostante si basi su un esperimento scientifico vecchio stampo e di poco conto, ci dà indicazione di quanto sia facile, per questo segno, cadere in una depressione senza fine, verso un baratro assoluto. Lo Scorpione cammina in una continua linea che divide le sue viscere, intuizione, presagi di morte, con la vita di tutti i giorni, che a lampi viene vissuta a pieno e con irruenza, spesso proprio per distrarsi. Si passa da un pianeta dominante all’altro, Marte e Plutone, cercando un equilibrio, che, consiglio, è proprio quello di usare la propria intuizione verso il mondo, l’esterno, e non sprofondare se stessi.
Le cause di depressione per gli Scorpioni sono tendenzialmente tre:
- Una depressione personale, intima o volta alle proprie relazioni amorose e affettive, che vede il soggetto molto solo ed egocentrico nel proprio dolore, molto poco disposto ad una pace con ciò che è successo e con chi l’ha ferito, travolto ed abbattuto dal dolore, spesso l’unica risalita è un cambio radicale dello stile di vita.
- Una depressione più legata ad eventi remoti, familiari sia di famiglia stretta che allargata, che tendono a pesare inesorabilmente. I nostri familiari sono vicini, ma hanno anche loro i loro segni zodiacali, i loro passati, le loro sventure o tradizioni. Gli Scorpioni raramente erano bambini vivaci e solari. Ci si sente incompresi dai genitori o dai familiari in genere e per questo, spesso, si tende di nuovo a Marte, al pungiglione, all’attacco. Il consiglio è di accettare la propria storia, prenderne spunto per essere migliori, e, di nuovo, usare il proprio potere curativo ed aiutare se stessi e gli altri, ad accettare le proprie emozioni.
- Una depressione cosmica e totalizzante di chi è molto vicino al senso di morte tipico del segno, alla visione catastrofica di dove va la Terra ed il cosmo, alla sensazione di impotenza verso un tutto poco gratificante e cattivo. Si ha un male di vivere ed una ferita profonda causata da chi ha trattato male il Pianeta o il cosmo in senso lato. Non si pensa a sè, alla propria famiglia, al proprio Paese, ma in grande, a tutto ciò che c’è e non vedendo molta via di fuga dall’autodistruzione umana, si tende a pensare che non ci sia speranza, che se non possiamo far nulla siamo inutili. Bisognerebbe distanziarsi dalla propria sensazione di essere solo un granello nell’Universo e bisognerebbe ritrovare, com’è d’altronde la filosofia di ogni arte visionaria, l’Universo nel proprio io, vedersi come un piccolo mondo, non volto alla rovina, ma volto a dare qualcosa a sè ed agli altri.
Insomma, poco auspicabile è che lo Scorpione prenda il pragmatismo di segni di terra, la spiritualità meno di pancia di quelli d’aria o l’attacco di quelli di fuoco, ma un po’ ce la si può fare.
Lo Scorpione sta bene nella tempesta, nella pioggia, perché sente il mondo sfogarsi e sotto sotto pensa ”Io ve l’avevo detto”. E’ una sensazione di liberazione, ma parallelamente, nulla, a noi, come a tutti, ci farà stare bene come una giornata di sole. Bisogna smettere di pensarsi soli, di annegare nella nostra bile, di cadere in un vortice che ci porta sempre più verso il basso.
Ci si appoggia alla vita, ai piccoli momenti, alla propria forza interiore e, a costo di camminare tutta la vita sul filo del rasoio, si può essere leggeri. Alla fine.
Ve lo prometto.